Pubblicati i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2025 redatto da UniSalento

Pubblicati i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2025 redatto da UniSalento

6 Maggio 2026 Off Di Redazione

Sono 156.748 i cittadini stranieri residenti in Puglia al 31 dicembre del 2024. La loro incidenza sul totale della popolazione regionale è pari al 4,0%, cinque punti più bassa della media nazionale e un punto in meno della media delle regioni del Sud.

I sette gruppi nazionali più numerosi sono i romeni (29.203), gli albanesi (19.882), i marocchini (11.505), i georgiani (6.911), i cinesi (6.418), i nigeriani (6.383) e i senegalesi (6.013). Queste comunità, insieme, concentrano più della metà (il 58,6%) dei residenti stranieri.

In termini generali, la popolazione straniera nel corso del 2024 è aumentata di 9.479 unità (+6,4%) e si distribuisce in ordine decrescente tra le provincie di Bari (46.035), Foggia (38.072), Lecce (29.320), Taranto (18.137), Brindisi (13.527) e Barletta-Andria-Trani (11.657). Dal punto di vista di genere, continua a registrarsi la tendenza alla diminuzione della componente femminile già messa in luce dai dati dello scorso anno. Le donne sono poco meno della metà degli stranieri residenti: il 46,4%, valore in calo di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

I figli dei cittadini stranieri nati nel 2024 sono stati 1.282, un dato in linea con quanto registrato negli ultimi dieci anni.

Le acquisizioni di cittadinanza nell’anno sono state 4.439, dato in linea con quello dell’ultimo triennio, oltre la metà, il 52,0%, si sono registrate in provincia di Bari.

Le presenze nelle scuole

Negli ultimi dieci anni il numero degli studenti italiani è calato del 19,0%, invece quello degli studenti stranieri è aumentato del 26,2%, passando dai 16.546 studenti iscritti nell’anno 2013/14 ai 20.875 dell’anno scolastico 2023/24. Ancora più accentuata la crescita degli studenti stranieri nati in Italia, in 10 anni sono aumentati dell’80,6%. Alla luce di queste trasformazioni, gli studenti con cittadinanza non italiana nell’ultimo anno scolastico sono arrivati a rappresentare il 3,9% dei 541.181 studenti pugliesi. Più della metà, il 52,7%, è nata in Italia.

Titolari di permesso di soggiorno e presenze nel sistema di accoglienza

I dati sui titolari di permessi di soggiorno fotografano questo contesto: i cittadini non comunitari presenti in Puglia sono soprattutto uomini (58,6%), celibi (67,7%) e con permessi di soggiorno a termine (55,1%), che nel 22,8% dei casi hanno una durata temporale inferiore ai 12 mesi. Queste caratteristiche sono particolarmente accentuate in provincia di Foggia, dove si registra la più alta incidenza di uomini (62,2%), celibi (75,8%) e con un permesso a termine (65,1%). Inoltre, Foggia è anche la provincia dove sono più diffusi i permessi con una minore durata: il 30,8% viene rilasciato per un periodo compreso tra 1 e 12 mesi. Tali dinamiche sono correlate con la specifica domanda di lavoro che esprime questa provincia nel settore agricolo che, come noto, richiama un significativo numero di lavoratori, in molti casi impegnati stagionalmente.

Tra i permessi rilasciati per la prima volta nel 2024 risalta il dato di quelli concessi per motivazioni legate a forme di protezione (4.971, il 42,0% del totale) e per motivazioni lavorative, che sono stati complessivamente 2.507, di cui però quasi il 70% rilasciati per lavoro stagionale.

Le presenze nel sistema di accoglienza

La Puglia concentra il 5,0% delle presenze nel sistema di accoglienza nazionale. Nella regione si registra una tendenza più marcata alla diminuzione delle presenze rispetto a quella registrata a livello nazionale. Tra dicembre 2024 e giugno 2025 le persone in accoglienza sono diminuite del 4,7%, a fronte di una diminuzione a livello nazionale dello 0,8%, per un totale di 6.883 persone, che si dividono quasi equamente tra Cas e altri centri e rete Sai. Non si registra alcuna presenza nell’Hotspot di Taranto, di fatto non operativo da marzo 2024.

Il mondo del lavoro

In Puglia gli occupati totali sono 1.303.971, gli stranieri rappresentano il 4,7% del totale, ma sale significativamente la loro incidenza tra i 133.011 disoccupati, pari al 10,2%. Le donne sono il 40,3% degli occupati stranieri e il 31,2% dei disoccupati stranieri.

Rispetto ai settori di occupazione, quello agricolo assorbe il 33,1% della forza lavoro straniera, mentre gli occupati italiani in questo settore sono solo il 7,1%. Per avere un’idea della capacità attrattiva di questo settore in Puglia, si tenga presente che a livello nazionale il settore agricolo assorbe appena il 6,5% degli occupati stranieri. Nell’industria, invece, è occupato il 14,7% dei lavoratori stranieri, contro il 24,8% degli italiani. Più della metà degli occupati stranieri (52,1%) lavora nei servizi; nello specifico, il 22,3% nel lavoro domestico (dove lavora solamente l’1,2% degli italiani) e il 12,1% nel commercio.

Anche quest’anno i dati Istat della Rilevazione sulle forze di lavoro continuano a mettere in luce una forte segmentazione del mercato del lavoro. In Puglia un lavoratore straniero su due (50,2%) svolge un lavoro manuale non qualificato. Ad essere inquadrato come dirigente o a svolgere una professione qualificata è, di contro, solo il 2,5% degli occupati stranieri.

Passando al lavoro autonomo, a fine 2024 le imprese condotte da immigrati in Puglia sono il 5,9% di tutte le imprese presenti in regione. Lecce si conferma anche quest’anno come la provincia che concentra il maggior numero delle imprese “immigrate”: 8.883, il 40,8% delle 21.788 imprese.

Nella stragrande maggioranza dei casi (76,1%) il titolare è di origine non Ue. Bari è la provincia in cui si registra la più alta incidenza di imprese “immigrate” a guida femminile, con il 30,9%, mentre a livello regionale la media si ferma al 26,6%, un dato in linea con quello delle altre regioni meridionali e due punti percentuali sopra quello nazionale.

In relazione al comparto economico di attività, poco più della metà di queste imprese (51,4%) opera nel commercio; seguono le costruzioni con l’11,3% e il comparto alberghiero e della ristorazione con il 7,7%. Solo nella provincia di Foggia spicca il comparto agricolo: operano in quest’ambito quasi il 12% delle imprese guidate da nati all’estero, un dato che è sia il riflesso della vocazione economica della provincia, ma anche la testimonianza della capacità di fare impresa da parte dei cittadini immigrati in un settore complesso come quello agricolo.

 

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