UniSalento e Cedad in prima linea nella lotta globale al traffico illecito di beni culturali
15 Giugno 2026|
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Si è svolto in questi giorni il primo incontro del piano coordinato promosso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) sul tema cruciale della lotta al traffico internazionale illecito di Beni Culturali. Il progetto, dal titolo “IAEA Coordinated Research Project on Preservation and Protection of Cultural Heritage through Synergistic Authentication and Provenance”, vede la partecipazione di rappresentanti di dieci Paesi diversi (dagli Stati Uniti all’Australia) e il supporto di importanti organizzazioni internazionali, tra cui l’Interpol.
L’Italia partecipa attivamente a questo piano di rilevanza mondiale grazie alla proposta scientifica dal titolo “Leveraging Ion Beam Analysis and AMS Radiocarbon Dating for the Protection of Cultural Heritage against Illicit Trafficking”, presentata dall’Università del Salento. A rappresentare il nostro Paese e l’Ateneo all’incontro è stato il prof. Gianluca Quarta, coordinatore scientifico (Chief Scientific Investigator) del progetto e docente presso il CEDAD (Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica) del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” diretto dal prof. Lucio Calcagnile. L’importante vertice è stato organizzato dai Paesi Bassi e si è tenuto nella prestigiosa cornice del Rijksmuseum di Amsterdam, il museo nazionale olandese.
Il traffico illecito di proprietà culturali rappresenta oggi una grave emergenza transnazionale che include il furto nei musei, gli scavi clandestini e il saccheggio di siti archeologici. Uno dei metodi più efficaci per contrastare questo mercato criminale risiede nella capacità di determinare con assoluta certezza l’autenticità e la provenienza dei beni storici. Questo innovativo programma di ricerca (CRP), della durata di 4 anni, punta a creare un approccio sinergico che unisce scienziati nucleari, archeologi, curatori, storici ed esperti forensi delle forze dell’ordine per la prevenzione e il controllo dei crimini contro il patrimonio culturale.
Il cuore della proposta scientifica presentata dal CEDAD mira a orientare le Tecniche Analitiche Nucleari verso la risoluzione diretta di problemi complessi legati alla contraffazione e alla provenienza dei reperti. Sfruttando le eccellenze infrastrutturali dei laboratori di Lecce – tra cui l’acceleratore Tandetron da 3 MV e il nuovo sistema avanzato di Spettrometria di Massa con Acceleratore (AMS) – il team di ricerca si occuperà di definire protocolli standardizzati per l’analisi non distruttiva di materiali critici fortemente soggetti a traffico, come metalli, avorio, ceramiche e pigmenti. Attraverso la partecipazione a programmi internazionali di interconfronto, il CEDAD ottimizzerà la datazione ad altissima precisione al radiocarbonio, applicando anche approcci innovativi come il “bomb peak dating” per identificare i falsi nell’arte contemporanea. Inoltre, il centro salentino guiderà la stesura di linee guida etiche e codici di condotta condivisi a livello internazionale.
Il fulcro operativo del progetto sarà l’esecuzione di una serie di casi di studio sperimentali congiunti sia mediante l’uso di strumentazione fissa che mobile. I laboratori partner internazionali analizzeranno in modo collaborativo gli stessi reperti complessi (come dipinti su tavola, monete antiche o avori sequestrati) per testare sul campo la riproducibilità dei dati e l’efficacia dei protocolli.
In questo percorso, l’Università del Salento lavorerà in stretta collaborazione anche con ENCATC (European Network on Cultural Management and Policy) e con il suo Gruppo di Lavoro sull’Integrità dei Mercati dell’Arte e dei Beni Culturali (AMCGI). Questa sinergia garantirà un legame diretto tra scienziati, istituzioni museali e organi di polizia (come Interpol), traducendo la ricerca d’avanguardia del CEDAD in strumenti concreti e immediatamente accessibili a livello globale per la salvaguardia del patrimonio culturale dei popoli.
“Questo importante progetto – commenta il prof. Quarta – si unisce alle numerose attività di ricerca di livello internazionale del CEDAD dell’Università del Salento. La collaborazione con la IAEA, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, è in corso da diversi anni su numerose tematiche avanzate. Siamo particolarmente orgogliosi di poter dare un contributo con le nostre infrastrutture di ricerca e competenze a un tema di tale rilevanza, soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo”.



