Xylella: distrutte le piante infette nel centro produttivo di Canosa

Xylella: distrutte le piante infette nel centro produttivo di Canosa

22 Dicembre 2020 0 Di Redazione

Saranno eradicate e distrutte oggi le piante Dodonaea viscosa purpurea risultate infette da Xylella fastidiosa nel centro produttivo di Canosa nella provincia della BAT, a completamento dell’azione puntuale e tempestiva di sorveglianza e contenimento dell’Osservatorio Fitosanitario regionale, partita proprio da un sistema di analisi e autocontrollo aziendale. A darne notizie è Coldiretti Puglia, che segnala il via all’eradicazione anche di tutte le piante specificate alla Xylella fastidiosa pauca – aggiunge Coldiretti puglia – nel raggio di 50 metri attorno ai lotti di Dodonaea viscosa purpurea.

“Sono state sottoposte a controllo oltre 5 mila piante specificate intorno al focolaio dal Servizio Fitosanitario regionale che non ha riscontrato la presenza di Xylella. Siamo fiduciosi che si tratti di un caso isolato che è stato immediatamente circoscritto, con il campionamento e le analisi in tutta l’area buffer e la distruzione delle piante del lotto individuato”, dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

L’infezione sulla Dodonaea viscosa è stata immediatamente accertata e circoscritta, con l’attivazione immediata di uno stringente cordone sanitario, grazie al senso di responsabilità del ‘centro produttivo’ che ha un programma di analisi interne a calendario e il 14 ottobre scorso – spiega Coldiretti Puglia – ha disposto il campionamento e le relative analisi sul lotto delle piante ‘specie ospite’, riuscendo ad intervenire tempestivamente, attivando tutte le misure prescritte dal regolamento comunitario in caso di ritrovamento di fitopatie.

La Dodonaea è un genere di circa 70 specie di piante da fiore – dice Coldiretti Puglia – spesso note come cespugli di luppolo, nella famiglia dei mirtilli, Sapindaceae. Ha una distribuzione cosmopolita nelle regioni tropicali, subtropicali e temperate calde dell’Africa, delle Americhe, dell’Asia meridionale e dell’Australasia.

Sotto accusa il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari da altri continenti, favorito dall’intensificarsi degli scambi commerciali, attraverso i quali arrivano in Puglia, dove trovano un habitat favorevole a causa dei cambiamenti climatici, aggiunge Coldiretti Puglia.

“Uno scenario ‘senza difesa’, soprattutto nell’attuale contesto pugliese dove è determinante l’attività di contenimento della malattia, è inimmaginabile. Lotta al vettore anche finanziata, monitoraggi e campionamenti sono attività cruciali – incalza il presidente Muraglia – considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, così come il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità è garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non va messo in alcun modo in discussione, anzi il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato, perché la lotta all’insetto vettore è stata trascurata e monitoraggi e campionamenti degli ulivi ancora oggi si basano principalmente su analisi visiva di piante troppo spesso asintomatiche”, conclude il presidente Muraglia.

La vastità del problema, la rilevanza economica della coltura per l’intero territorio regionale e le prescrizioni della normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena – aggiunge Coldiretti Puglia – impongono scelte e provvedimenti urgenti, anche in considerazione della diffusione della malattia che, dopo aver causato il disseccamento degli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando sino alla provincia di Bari, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione.

La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l’Italia potesse conoscere – conclude Coldiretti Puglia – che ha già colpito il 40% della regione, con un danno al patrimonio olivetato che ha superato 1,6 miliardi di euro.