Ostetricia ospedale di Galatina. Il sindaco Vergine: “Il silenzio della ASL è inaccettabile”

Ostetricia ospedale di Galatina. Il sindaco Vergine: “Il silenzio della ASL è inaccettabile”

20 Luglio 2026 Off Di Redazione

L’ennesimo allarme lanciato dalla CGIL conferma ciò che denunciamo da anni. Ringrazio il sindacato per aver acceso nuovamente i riflettori su una vicenda che seguo
quotidianamente e sulla quale, da quattro anni, insieme all’Amministrazione comunale, siamo costretti a intervenire ogni estate per impedire quello che appare come un tentativo ormai ciclico di depotenziare il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Galatina.

Questa volta, però, c’è un fatto ancora più grave. Dal mio insediamento ho sempre trovato interlocutori con cui confrontarmi, anche nelle divergenze. Con l’attuale Direzione generale della ASL Lecce, invece, mi sono scontrato con un muro di silenzio istituzionale.

Il 26 aprile 2026 ho trasmesso una PEC con la richiesta di convocazione urgente di un tavolo tecnico per affrontare la situazione del punto nascita di Galatina. La richiesta è rimasta senza risposta. Nei giorni scorsi ho provveduto a sollecitarla. Anche questa volta nessun riscontro. Nemmeno il garbo istituzionale di una risposta.

È un atteggiamento che considero offensivo verso il Sindaco di una città, verso un territorio che serve decine di migliaia di cittadini e verso una comunità che pretende chiarezza e rispetto.

Ma ciò che più preoccupa è il merito della vicenda. Qui non si sta discutendo della distribuzione di turni o di semplici esigenze organizzative. Qui si parla della sicurezza delle donne che partoriscono e dei loro figli.

Il D.M. 70/2015, all’articolo 2 dell’Allegato 1, non lascia spazio a interpretazioni. Gli standard per i punti nascita sono fissati per garantire la sicurezza delle pazienti e dei neonati. La  soglia minima ottimale è di 500 parti annui. Galatina supera ampiamente questo  parametro. Altri punti nascita della provincia no.

E c’è un elemento ancora più importante, che nessuno può ignorare: l’organizzazione strutturale dell’ospedale.

A Galatina il reparto di Ostetricia e la sala operatoria destinata alle emergenze ostetriche si trovano sullo stesso piano. Significa poter intervenire nell’immediatezza quando una complicanza mette a rischio due vite. Altrove questo non accade.

Chi conosce la realtà degli ospedali pugliesi sa bene che un ascensore fuori servizio non rappresenta un’ipotesi teorica ma un problema purtroppo frequente. E nessuno può  accettare che, durante un’emergenza ostetrica, il destino di una madre o di un neonato possa dipendere dal funzionamento di un ascensore.

Su questo non esistono margini di trattativa. Non consentiremo che logiche burocratiche,  organizzative o, peggio ancora, ragionamenti che prescindono dagli standard di sicurezza possano mettere a repentaglio un servizio che rappresenta un presidio essenziale per un  vastissimo territorio.

Mi auguro sinceramente che anche quest’anno tutto si risolva, come già accaduto in  passato, in un’inutile bolla di sapone e che le donne del nostro territorio possano continuare a partorire a Galatina con la serenità che meritano.

Ma questa volta il silenzio della Direzione generale impone un passo ulteriore.

Per questo motivo chiederò formalmente al Ministero della Salute l’invio degli ispettori ministeriali affinché venga verificato il rispetto del D.M. 70/2015, delle norme che  disciplinano i punti nascita e delle condizioni organizzative e di sicurezza del reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Galatina.

La salute non è materia di esperimenti. Le donne non sono numeri. I neonati non possono diventare vittime di scelte organizzative.

Su questo il Comune di Galatina non arretrerà di un millimetro.

Fabio Vergine

Sindaco di Galatina

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