Al “Salento Book Festival” riflettori su Gad Lerner e Yanko Tedeschi

Al “Salento Book Festival” riflettori su Gad Lerner e Yanko Tedeschi

6 Settembre 2026 Off Di Redazione

Questa sera tappa a Racale per il “Salento Book Festival”. Doppio appuntamento in Piazza San Sebastiano dove alle 20.30 Yanko Tedeschi presenta “Quanto tempo è per sempre” (Manni). Questo romanzo racconta di Edoardo Delle Foglie un irrequieto quarantenne di successo che si misura con sé stesso, combattuto tra il peso del restare e il miraggio del fuggire, in una Bari percorsa di giorno e di notte contando i passi tra il mare, il locale dove incontra i veri amici, i vicoli e i personaggi del centro storico, mentre una folla di pensieri gli agita la mente.

In un labirintico viaggio per riconoscersi, Edoardo ritrova suo padre, figura tenera e autorevole, la donna che ha amato e all’improvviso ricompare, una ragazza volitiva che insegue e conquista il proprio sogno di lavoro, e poi le voci di poeti, narratori, jazzisti e cantautori che alimentano il suo ragionare. Per comprendere fino in fondo quello che è stato e quello che può ancora essere. Dialoga con l’autore Gianluca Capochiani, Direttore Generale Asl di Lecce.

A seguire alle 21:30, Gad Lerner presenta, con la partecipazione di Marco Cataldo, “Ebrei in guerra” (Feltrinelli). Il rabbino capo di Roma e un ebreo che ha assunto posizioni critiche su Israele in guerra si confrontano sulla tragedia in corso e sulle divisioni dell’ebraismo contemporaneo. Affrontano temi di cruciale attualità: le sofferenze di tutte le popolazioni coinvolte nel conflitto, il sionismo religioso, il nuovo antisemitismo, il rapporto difficile con la Chiesa cattolica, la sospetta ammirazione delle destre nazionaliste per Israele, il divorzio degli ebrei dalla sinistra, i rapporti fra la diaspora e lo Stato ebraico, la piaga del fanatismo. I giudizi restano distanti anche sulle polemiche che hanno agitato le Comunità ebraiche italiane dopo la pubblicazione di un appello contro la pulizia etnica sottoscritto da una minoranza di dissidenti. L’ebraismo è al tempo stesso una religione, una cultura e una nazione, ma in che misura questi aspetti possono coesistere senza entrare in conflitto? “Ebrei in guerra” ha dunque molteplici significati.

 

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