Al Centro “Nova Mentis” di Galatina si discute la sintomatologia di stress ed emozioni
14 Aprile 2026Proseguono i momenti di confronto formativo organizzati dal Centro di Psicologia e Neuroscienze “Nova Mentis” di Galatina, riguardanti i temi più attuali in materia di salute del corpo e della mente. Giovedì 16 aprile, alle ore 18:30, la sala formazione del polo salentino di via Pascoli n. 50 ospiterà un importante incontro d’approfondimento specialistico, gratuito e aperto al pubblico, dal titolo “Somatizzazione: quando emozioni e stress diventano sintomi fisici”.
L’evento, organizzato in collaborazione con Terapeutaonline.it, mira a dimostrare come i sintomi somatici siano strettamente connessi alla nostra sfera emozionale più profonda, e come persino lo stress possa essere letteralmente “rilevato e quantificato” mediante l’utilizzo della tecnica biofeedback, metodologia terapeutica non invasiva e d’avanguardia, strettamente correlata alle neuroscienze applicate e alla psicofisiologia.
I quattro professionisti, che articoleranno i loro contributi nel corso della serata, interverranno come segue:
– dott.ssa Annalia Delle Rose (psicologa interna al Centro “Nova Mentis”): “Il corpo non mente: la somatizzazione tra emozioni e sintomi”;
– dott.ssa Giorgia Cucurachi (psicologa interna al Centro “Nova Mentis”): “Disturbi gastrointestinali: l’intestino come specchio del mondo”;
– dott.ssa Aurora D’Autilia (psicologa interna al Centro “Nova Mentis”): “Il corpo sotto stress: perché viene il mal di testa”;
– dott. Gabriele Ciccarese (psicologo, psicoterapeuta, scrittore e cofondatore del Centro “Nova Mentis”): “Dimostrazione pratica dell’utilizzo del biofeedback nel trattamento dei sintomi somatici”.
La somatizzazione, risposta fisiologica del corpo a un disagio psichico che non trova altra via d’uscita, rappresenta una sfida complessa per la sanità moderna, manifestandosi come una condizione in cui sofferenze psicologiche, stress prolungato ed emozioni non elaborate si esprimono attraverso segnali fisici, reali e, spesso, invalidanti.
Secondo i dati riportati dalla letteratura scientifica internazionale e dai manuali di riferimento come il DSM-5 (acronimo inglese per la guida diagnostico-statistica sulle affezioni mentali), i Disturbi da Sintomi Somatici interessano circa il 5-7% della popolazione generale, con una prevalenza significativamente maggiore tra le donne e una frequenza elevata nei contesti medici generalizzati, dove si stima che fino al 20-30% delle consultazioni riguardi indicatori che non trovano una spiegazione organica completa.
Le manifestazioni più comuni includono dolore cronico, stanchezza persistente, disturbi gastrointestinali e tachicardia. Studi recenti, pubblicati sul sito della Cambridge University Press, evidenziano come questa reazione sia strettamente correlata a una disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e a un aumento dei marker infiammatori nel sangue, confermando che il legame mente-corpo è sostenuto da precisi processi biologici.
Il rischio principale, spesso, è che si ricada nella cosiddetta “carriera del paziente”, un percorso frammentato e costituito da numerosi esami diagnostici – non sempre pertinenti – che non solo aumentano i costi per il sistema sanitario (si stima che i pazienti che somatizzano utilizzino i servizi ospedalieri con una frequenza da 3 a 9 volte superiore rispetto alla norma), ma ritardano anche la diagnosi corretta vera e propria, alimentando l’ansia della persona coinvolta e della sua rete relazionale.
Si rende a tal fine necessario che gli esperti della salute psicofisica acquisiscano conoscenze e competenze specifiche per il riconoscimento precoce dei segnali di somatizzazione, promuovendo un modello di intervento integrato. Solo attraverso la sinergia tra medicina interna e supporto psicologico è possibile passare dalla cura del singolo malessere alla presa in carico globale dell’individuo, evitando la cronicizzazione del disturbo.


