“Birra & Sound”, quanto è costata davvero a Galatina? E con quale ritorno per la comunità?

“Birra & Sound”, quanto è costata davvero a Galatina? E con quale ritorno per la comunità?

14 Agosto 2026 Off Di Redazione
Nella nostra città è diventato sempre più difficile affrontare i problemi con un ragionamento serio e approfondito. Troppo spesso il confronto politico si riduce a una gara tra tifoserie, nella quale prevalgono frasi come: “Avete perso”, “State ancora rosicando”, “E quando c’eravate voi?”. Sono risposte che non entrano nel merito delle questioni e che non aiutano i cittadini a comprendere come vengono assunte le decisioni pubbliche.
È proprio per questo che vorrei rivolgere questa riflessione a chi ha voglia di approfondire, discutere e confrontarsi sui contenuti, anche partendo da opinioni diverse dalle mie. A chi intende intervenire chiedo soltanto di entrare nel merito della questione, evitando slogan, offese e contrapposizioni da tifoseria.
Parliamo della ventesima edizione di “Birra & Sound Festival”, che quest’anno si è svolta per la prima volta a Galatina, dal 1° al 9 agosto, presso il Quartiere Fieristico. La manifestazione, a ingresso gratuito, ha proposto concerti, degustazioni, stand gastronomici e oltre 200 tipologie di birra, all’interno di un’area di circa 10.000 metri quadrati.
Parto da una precisazione: non sono contraria alle feste e agli eventi. Gli eventi rappresentano un’occasione di svago, socialità e promozione del territorio. Come potrei essere contraria? Piacciono a tutti e anch’io vi partecipo, naturalmente scegliendo quelli più vicini ai miei gusti. Non è dunque in discussione l’esistenza della manifestazione, ma il modo in cui si valutano i suoi costi e i suoi benefici per la comunità.
Tra gli aspetti positivi va certamente considerata la presenza di numerose persone a Galatina: cittadini, visitatori provenienti dai comuni vicini, turisti, giovani e famiglie. Un evento di queste dimensioni può contribuire a far conoscere la città, il suo centro storico, le sue piazze, i suoi monumenti e le sue attività. Chi arriva per partecipare alla manifestazione potrebbe decidere di fermarsi, passeggiare, consumare nei locali o tornare in futuro. Questa, però, non può rimanere soltanto una speranza. Deve essere verificata attraverso dati concreti.
E qui entrano in gioco anche i limiti e gli aspetti non positivi. Il primo punto riguarda il costo sostenuto dall’amministrazione comunale. Secondo quanto risulta dagli atti amministrativi il Comune avrebbe previsto una spesa di circa 100.000 euro per l’iniziativa, tra contributo, promozione del marchio, stand, ma la spesa effettiva è da verificare. Se questa cifra è corretta, è necessario spiegare con chiarezza a cosa si riferisca: contributo economico all’organizzazione, servizi, sicurezza, viabilità, pulizia, gestione degli spazi, promozione o altre voci. Non basta, infatti, indicare una somma complessiva. I cittadini hanno il diritto di sapere quali costi siano stati sostenuti direttamente dal Comune e quali, invece, siano stati eventualmente affrontati dall’organizzatore. Sarebbe inoltre importante distinguere tra:
– somme semplicemente previste;
– somme impegnate dall’amministrazione;
– somme effettivamente liquidate e pagate;
– costi indiretti sostenuti dal Comune per i servizi collegati alla manifestazione.
La domanda politica è semplice: la spesa è proporzionata al beneficio prodotto per Galatina? Spendere risorse pubbliche per un grande evento può essere una scelta legittima, ma deve essere accompagnata da obiettivi misurabili. Quante presenze sono state registrate? Quanti visitatori provenivano da fuori città? Quante attività galatinesi sono state coinvolte? Quali entrate sono arrivate direttamente nelle casse comunali? È stato certamente evidente il grande afflusso di pubblico. Ma l’afflusso, da solo, non equivale automaticamente a una ricaduta economica per l’intera città. La maggior parte delle attività della manifestazione si è concentrata all’interno del Quartiere Fieristico, dove erano presenti gli stand della birra, della gastronomia e degli spettacoli.
È quindi necessario capire quale parte della spesa dei visitatori sia rimasta effettivamente sul territorio comunale e quale sia stata invece assorbita dagli operatori dell’evento. La domanda centrale è: quanto ha incassato concretamente Galatina da questa manifestazione? Non mi riferisco soltanto agli incassi dell’organizzatore o degli stand presenti all’interno del quartiere fieristico. Mi riferisco soprattutto al beneficio prodotto per il Comune e per le attività che ogni giorno pagano le tasse a Galatina. Quanto hanno incassato i bar, i ristoranti, le pizzerie, le gelaterie, le strutture ricettive e i negozi del centro? Le attività commerciali hanno registrato un aumento del lavoro oppure, proprio nei primi nove giorni di agosto, una parte della clientela si è concentrata esclusivamente nell’area fieristica? È una domanda legittima, non una polemica. Chi amministra dovrebbe avere interesse a fornire una risposta basata su dati e non soltanto sulle impressioni. Un’altra questione riguarda la viabilità e i disagi per i residenti.
La Polizia Locale ha predisposto un piano straordinario con chiusure, deviazioni, aree di parcheggio e navette per tutta la durata della manifestazione. È doveroso riconoscere il lavoro svolto dagli agenti e da tutti coloro che hanno garantito sicurezza e ordine pubblico. Allo stesso tempo, è altrettanto doveroso chiedersi quali siano stati i costi indiretti dell’evento: il personale impiegato, le eventuali ore di servizio aggiuntive, la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti, la manutenzione degli spazi e i disagi sopportati dai residenti della zona fieristica. Per chi vive nelle vicinanze, nove serate con musica fino a tarda ora, traffico intenso e limitazioni alla circolazione possono aver rappresentato un sacrificio significativo. Anche questo aspetto deve entrare nel bilancio complessivo della manifestazione.
A mio avviso, il punto non è stabilire se Birra & Sound sia piaciuta oppure no. Il punto è capire se l’investimento pubblico abbia prodotto un ritorno adeguato per Galatina. Per questo sarebbe utile conoscere:
– il costo complessivo sostenuto dal Comune;
– l’eventuale contributo versato all’organizzatore;
– le entrate dirette incassate dall’ente;
– i costi sostenuti per Polizia Locale, sicurezza, viabilità, pulizia e rifiuti;
– il numero complessivo delle presenze;
– il numero e la tipologia degli operatori galatinesi coinvolti;
– l’impatto sulle attività commerciali del centro;
– eventuali dati su pernottamenti, consumi e visite ai luoghi di interesse della città.
Se l’evento ha prodotto un risultato positivo, sarà facile dimostrarlo. Se invece il ritorno è stato limitato rispetto alla spesa pubblica, anche questo dovrebbe essere riconosciuto con trasparenza. La discussione, dunque, non dovrebbe ridursi al solito “avete perso” o “quando c’eravate voi?”. Dovremmo parlare di numeri, risultati e scelte amministrative. Perché una manifestazione può essere bella, partecipata e divertente, ma quando vengono utilizzate risorse pubbliche è doveroso domandarsi se sia stata anche conveniente per la comunità. Io credo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere la risposta.
Loredana Tundo – Consigliera Comunale Con
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