Delli Noci: i risultati di NIDI, lo strumento per il mercato del lavoro di giovani, donne e disoccupati

Delli Noci: i risultati di NIDI, lo strumento per il mercato del lavoro di giovani, donne e disoccupati

3 Febbraio 2021 0 Di Redazione

Più di 2.360 nuove imprese, 3.267 nuovi occupati tra giovani, donne, disoccupati, 137 milioni di agevolazione concesse. Sono i numeri di Nidi (Nuove iniziative di impresa), lo strumento di agevolazione per le microimprese voluto dalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo in qualità di organismo intermedio e finanziario. La misura ha un doppio valore: da un lato dà un’occasione ai giovani che hanno idee e competenze, di realizzare una nuova attività restando in Puglia, dall’altro sostiene le categorie fragili permettendo a persone che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro, di avviare una nuova impresa. In entrambi i casi la Regione rende tutto ciò possibile grazie ad un contributo a fondo perduto e ad un prestito rimborsabile. Ad oggi sono stati concessi mutui per oltre 59 milioni di euro e sovvenzioni a fondo perduto per oltre 78 milioni (per un totale di 137 milioni di agevolazioni concesse).

 “Lo strumento di incentivazione – spiega l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci – è nato con l’idea di creare occupazione attraverso l’autoimprenditorialità sia per i giovani con competenze specifiche sia per le categorie più fragili nel mercato del lavoro come, appunto, disoccupati, donne, persone prossime a perdere il lavoro, false partite Iva. Questo l’obiettivo. Il risultato ad oggi è diventato tangibile con oltre 2.360 Nidi, cioè nuove microimprese, che hanno trasformato 3.267 giovani capaci e persone in difficoltà in altrettanti imprenditori-soci, cioè nuovi occupati. Abbiamo contrastato così la migrazione verso altre regioni o paesi e la desertificazione sociale. Stiamo studiando una nuova edizione di Nidi rivolta nello specifico a nuovi settori come sport e turismo”.

“Mi sembra importante – ha sottolineato Delli Noci – comunicare questo risultato che raccolgo come frutto del lavoro dei miei predecessori e che voglio raccontare, come prima puntata di una nuova rubrica intitolata “Resadeiconti”, perché la politica ha il dovere di rendere conto ai cittadini del proprio operato soprattutto in questa fase nella quale la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 volge al termine. Farò lo stesso con tutti gli altri strumenti di agevolazione, mentre sto lavorando con la squadra dell’assessorato, delle società partecipate e delle agenzie a nuove iniziative per il prossimo ciclo, che, pensate nel contesto che stiamo vivendo, abbiano il potenziale per riagganciare la ripresa e far ripartire la Puglia”.

La misura nata a cavallo delle due programmazioni e rifinanziata nuovamente nel 2017, agevola investimenti compresi tra 10mila e 250mila euro.

Guardando nel dettaglio delle microimprese agevolate, emerge che la fetta più grande dei soci è quella dei disoccupati, seguiti da giovani e donne per finire con i lavoratori in procinto di perdere l’occupazione e le false partite Iva. Hanno investito per la maggior parte a Bari (29,7%) e a Lecce (24,3%), cui seguono Foggia (13,8%), Taranto (11,7%), Bat (10,3%) e Brindisi (10,2%). Lavorano soprattutto nel comparto dell’estetica e benessere, ma anche nei settori della ristorazione, della ricettività, dell’agroalimentare e del manifatturiero.

Al di là dei numeri, i volti e le storie delle persone che avevano idee, volontà e coraggio e ce l’hanno fatta. Come i dipendenti di una società di impiantistica telefonica in liquidazione a Martignano, in provincia di Lecce, undici superesperti capaci di realizzare reti telefoniche tradizionali ed in fibra ottica, costruire impianti, reti lan, configurare router ed apparati trasmissivi, collaudare reti in fibra ottica, manutenere impianti e cavi. A dispetto di tanta esperienza, il loro futuro, una volta chiusa l’azienda, appare incerto. Ma gli 11 non si arrendono. Dopo aver costituito la società cooperativa Telsa, sfruttando le opportunità di Nidi rilevano l’impresa in cui lavorano da decenni. Oggi sono lì da imprenditori ed hanno acquisito commesse da grandi gruppi.

C’è poi l’idea diventata realtà della cooperativa sociale onlus di Altamura, in provincia di Bari, Memory Cafe’: nata nel 2018 con il bando regionale Pin, attraverso Nidi apre il ristorante Nonna Tere’ che ha l’obiettivo di costruire l’integrazione inserendo in organico persone diversamente abili che interagiscono direttamente con i clienti. Il vantaggio per loro è duplice: realizzarsi attraverso il lavoro e incrementare le proprie abilità sociali. L’iniziativa, presentata ad enti e associazioni, genera entusiasmo e pianta le basi per nuovi rapporti di collaborazione.

Ma Nidi è uno strumento utilizzato anche nel settore dell’editoria.

Così il settimanale cartaceo Il Veltro, nato a Motta Montecorvino, in provincia di Foggia e dedicato ai comuni del Subappenino Dauno, grazie a Nidi, sviluppa i canali web favorendo l’informazione su politica, cronaca locale, sport e curiosità e alimentando allo stesso tempo la promozione turistica con la segnalazione di eventi culturali, legati alla tradizione storica di ogni borgo e agli usi e costumi delle singole realtà.

L’effetto è duplice: dare voce ad un territorio che ha scarsa visibilità e allo stesso tempo risvegliare il senso di appartenenza e far sentire i lettori, inclusi quelli che hanno lasciato da anni il proprio territorio, parte di un’unica grande famiglia.

La realizzazione del progetto è anche un’opportunità di lavoro per collaboratori giovani e giornalisti esperti.

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