Galatina: la Polizia di Stato denuncia cinque uomini autori di una frode informatica

Galatina: la Polizia di Stato denuncia cinque uomini autori di una frode informatica

18 Aprile 2026 Off Di Redazione
La Polizia di Stato ha individuato e denunciato cinque persone coinvolte in una truffa ai danni di un cittadino galatinese, realizzata attraverso la tecnica del “phishing”, ovvero l’inganno telefonico basato su finti avvisi bancari.
Si tratta di cinque persone residenti a Napoli e nell’hinterland: un uomo di 22 anni, un uomo di 54 anni, una donna di 22 anni, una donna di 25 anni e un uomo di 39 anni, tre di loro risultano già pregiudicati per reati analoghi.
I fatti si riferiscono al febbraio del 2025, quando un uomo si è presentato presso il Commissariato di P.S. di Galatina chiedendo aiuto in quanto qualcuno era riuscito a penetrare il sistema informatico collegato al suo conto corrente, prosciugandolo quasi del tutto.
La truffa ha avuto origine da un SMS ricevuto dalla vittima, apparentemente inviato dalla propria banca. Nel messaggio si segnalava un presunto bonifico in uscita e, qualora non fosse stato lui ad autorizzarlo, si invitava a contattare urgentemente un numero telefonico indicato. Il cittadino, non avendo effettuato alcuna operazione, ha chiamato il numero riportato nel messaggio. Da quel momento i truffatori hanno messo in atto il raggiro, inducendolo a fornire informazioni sensibili e ad autorizzare operazioni non dovute.
In poche operazioni, i denunciati avevano disposto bonifici per oltre 13.000 euro, trasferendo il denaro su cinque diverse carte prepagate, ciascuna associata a un proprio IBAN.
Gli investigatori hanno richiesto il sequestro dei cinque conti collegati alle carte per cercare di bloccare il flusso di denaro e risalire ai responsabili. Le indagini, molto articolate, sono durate circa un anno e hanno portato gli agenti della Questura di Lecce in servizio presso il Commissariato di Galatina a ricostruire la rete di movimenti sospetti.
Al termine degli accertamenti, con la collaborazione della Questura partenopea, i titolari dei conti sono stati identificati e tutti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Il “phishing” è una truffa telefonica in cui i criminali cercano di ingannare le persone fingendosi qualcuno di affidabile, come la banca, un operatore telefonico o persino le Forze dell’Ordine. L’obiettivo è convincere la vittima a fornire informazioni personali, codici di sicurezza o ad autorizzare operazioni bancarie che permettono ai truffatori di sottrarre denaro.
I truffatori contattano la vittima tramite telefono o la spingono a chiamare un numero fasullo (spesso dopo aver inviato un SMS che sembra autentico). Durante la conversazione usano toni allarmanti, linguaggio tecnico e riferimenti credibili per far sembrare tutto reale. In questo modo inducono la persona a fidarsi e a compiere azioni che mettono a rischio il proprio conto.
La Polizia di Stato ricorda ai cittadini di non fornire mai dati personali o bancari telefonicamente e di contattare sempre i canali ufficiali della propria banca in caso di dubbi o comunicazioni sospette. Nessuna banca o istituzione pubblica chiede mai codici, password o autorizzazioni attraverso canali telefoni.
In caso di dubbi, è sempre meglio chiudere la chiamata e contattare direttamente la propria banca tramite i canali ufficiali o contattare le forze dell’ordine.
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