Rapporto tra adolescenti, smartphone, social e vita reale. Se ne discute al festival “Nel Frattempo”
6 Luglio 2026 Off Di RedazioneDa giovedì 9 luglio con Alberto Pellai e Barbara Tamborini, Laura Cappon e Marco Damilano, nel Chiostro del Convitto Palmieri di Lecce, in collaborazione con Polo BiblioMuseale e Biblioteca Bernardini, prosegue “Nel Frattempo”. Organizzato e promosso dall’associazione Diffondiamo idee di valore, con la direzione di Gabriella Morelli, con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo e in sinergia con CoolClub e altri partner pubblici e privati, il festival diffuso anticipa la tredicesima edizione di Conversazioni sul futuro (14/18 ottobre – Lecce).
Come aiutare ragazze e ragazzi a uscire dall’isolamento digitale e ritrovare il mondo reale? Giovedì 9 luglio alle 19:30 il medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore Alberto Pellai e la psicopedagogista e scrittrice Barbara Tamborini, in dialogo con Lara Valente, presenteranno, in collaborazione con Libreria Palmieri, “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo”, pubblicato da Mondadori.
Due tra le voci più seguite in Italia sui temi dell’educazione, della crescita e della genitorialità, affronteranno una delle grandi questioni educative del nostro tempo: il rapporto tra adolescenti, smartphone, social, videogiochi e vita reale. Nel loro ultimo libro affrontano con chiarezza e profondità le trasformazioni prodotte dal digitale nelle vite di bambini, ragazzi e famiglie, interrogandosi su ciò che accade quando lo schermo diventa rifugio, filtro, spazio di relazione e, talvolta, barriera rispetto al mondo. La “stanza” evocata dal titolo è insieme un luogo fisico e simbolico: lo spazio in cui molti adolescenti si ritirano, spesso circondati da smartphone, social, videogiochi e connessioni continue, ma anche il segno di una distanza crescente dall’esperienza concreta, dal corpo, dalla fatica, dal gioco, dalla socialità e dal confronto con il limite. Uscire da quella stanza non significa semplicemente spegnere un dispositivo, ma tornare ad abitare il mondo, le relazioni, la comunità, la possibilità di crescere dentro esperienze reali.



