“Il Mediterraneo che si trasforma. Il cambiamento climatico nei mari del Salento”
26 Maggio 2026Aprirà il 28 maggio al Museo dell’Ambiente del Campus Ecotekne la mostra fotografica “Il Mediterraneo che si trasforma. Il cambiamento climatico nei mari del Salento”, promossa dall’Università del Salento con il MAUS – Museo dell’Ambiente e il Museo di Biologia Marina “Pietro Parenzan” di Porto Cesareo. Attraverso gli scatti del fotografo naturalista Michele Solca, l’esposizione illustra le trasformazioni in atto nei fondali del mare salentino, documentando con rigore scientifico e forza visiva l’impatto del riscaldamento globale su uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mediterraneo.
Dalla fine degli anni Ottanta, la superficie del Mediterraneo si è scaldata a una velocità circa doppia rispetto alla media globale. Nel 2024, le temperature superficiali hanno registrato un’anomalia record di circa +1,7°C rispetto alla media del XX secolo, mettendo sotto pressione la stabilità degli ecosistemi costieri. Specie marine termofile – indigene e non – avanzano da sud verso nord, mentre le comunità marine native si trovano a competere per spazi e risorse in un ambiente che cambia a ritmo crescente.
La mostra articola il racconto visivo attorno a quattro temi: l’aumento delle temperature marine, i nuovi equilibri tra specie native e alloctone, i fattori chiave della diffusione – tra cui il traffico marittimo, vettore chiave di migrazioni biologiche – e le possibili strategie di adattamento, che passano dalla ricerca scientifica alla gestione sostenibile della pesca, fino alla responsabilità dei singoli cittadini.
Dopo l’inaugurazione al MAUS, il 3 luglio l’esposizione si sposterà al Museo di Biologia Marina “Pietro Parenzan” di Porto Cesareo, per tornare infine, a settembre, al Campus Ecotekne: un percorso itinerante che attraversa il territorio salentino per portare il tema del cambiamento climatico fuori dalle aule e più vicino alla comunità.
“Il mare del Salento non è solo uno spazio naturale di incomparabile bellezza: è un laboratorio a cielo aperto, un indicatore sensibilissimo dei mutamenti climatici che interessano il nostro pianeta. Con questa mostra, l’Università del Salento sceglie di aprire le porte della ricerca scientifica alla comunità, perché la consapevolezza è il primo strumento di cura di ciò che amiamo” – commenta la rettrice Maria Antonietta Aiello.
“Quello che le fotografie di Michele Solca restituiscono non è solo un paesaggio sottomarino: è un sistema che cambia. Specie che non avremmo mai incontrato nei nostri mari fino a vent’anni fa oggi sono presenti e si moltiplicano. La ricerca ci dice – aggiunge il professor Piero Lionello, direttore del MAUS – che questo è solo l’inizio, e che le scelte che facciamo oggi come società, come istituzioni, come individui, determineranno il volto di questo mare per le generazioni future”.
Osserva il direttore del Museo di Biologia Marina e del DiSTeBA, il professor Stefano Piraino: «Nel bacino mediterraneo ogni anno si stabiliscono 20-30 nuove specie non indigene, più tolleranti alla temperatura che aumenta. La biodiversità nativa è meno adatta a sopportare il riscaldamento e la mostra di Michele Solca documenta alcuni tra gli esempi più eclatanti e drammatici del cambiamento in atto. Attraverso l’obiettivo del fotografo, la mostra è una finestra sul futuro prossimo del Mediterraneo».
«Esporre fotografie del nostro mare in un momento di rapido cambiamento – secondo Michele Solca, curatore del Museo di Biologia Marina Pietro Parenzan – consente di unire valorizzazione e sensibilizzazione, un binomio inscindibile nella mission di un museo scientifico universitario, luogo di incontro per eccellenza tra ricerca accademica e cittadini. Conoscere ci aiuta a proteggere e rispettare ciò che amiamo».
L’inaugurazione si terrà il 28 maggio alle ore 10 al Museo dell’Ambiente (MAUS), Campus Ecotekne, via di Lecce-Monteroni. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 18; durante la permanenza al museo Parenzan, sarà visitabile tutti i giorni dalle 18 alle 22.



