“La materia del tempo”, personale di Madia Daniela Massagli.

“La materia del tempo”, personale di Madia Daniela Massagli.

19 Giugno 2026 Off Di Redazione

Si apre questa sera, alle 19, nel Castello di Tutino, frazione di Tricase, “La materia del tempo”, personale di Madia Daniela Massagli.

Originaria di Brindisi, leccese d’adozione, laureata in filosofia con una tesi in sociologia, docente di italiano e storia nei Licei, Madia Daniela Massagli muove i primi passi nel mondo della ricerca artistica nel 2014 e da allora, dice, “il fare si è dato come necessità dell’essere”.

“Nasco Madia, mi chiamano Daniela quasi a descrivere le due anime e le due direzioni che da sempre mi abitano, una orientata verso il passato, l’altra verso il futuro, nel mezzo il presente in quanto luogo del fare perché è nell’esperienza che ha origine il processo creativo, è il fare che genera il pensiero e la riflessione”, racconta di sé.

Articolata per serie fortemente connesse le une con le altre, tutti assemblaggi polinaterici, la Mostra comprende: Il Tempo, Il Mare, Paesi sotto il mare, Il Popolo delle Guerriere Nude, Luna Minerale, Antropocene_Terra.

Il progetto nasce da una riflessione sull’Antropocene, sul rapporto tra essere umano e natura, sulla memoria dei luoghi e sull’incertezza del presente. Nei lavori di questa serie l’artista osserva gli effetti del dominio umano sull’ambiente, immaginando paesi sommersi, mondi alla deriva e nuove forme di equilibrio possibile. Invita a superare la nostalgia per un tempo passato e a guardare all’immaginazione come strumento per abitare l’instabilità. L’acqua, intesa come origine e come impossibilità di restare fermi, diventa spazio simbolico da cui ripensare il nostro modo di stare nel mondo.

Nella quasi totalità dei lavori, tranne la serie Antropocene_Terra dove dominano la carta e il ferro, “il primo maestro – dice ancora Massagli – è il mare, artefice di linee e curve, rugosità e levigatezza. L’arte è nella scelta, lenta e capillare, dei materiali che il mare restituisce, per poi coniugare tra loro forme, dimensioni, spessori, colori, in un personale concetto delle proporzioni e dei significati, all’insegna del recupero e del riuso. La sfida è trasformare i difetti in caratteristiche, le imperfezioni in bellezza”. E ancora: “I miei manufatti hanno un tempo di gestazione lungo, legato al tempo necessario per la ricerca e la scelta dei legni da assemblare nelle composizioni. Ogni pezzo, infatti, è il risultato dell’azione del mare e del tempo che usura la materia e ne conferisce asprezza e sinuosità. Niente è stato accomodato da mani umane, tutto si è dato per mezzo del tempo”.

 

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