“La ricerca per l’inclusione”: premio SIPeS a un progetto di ricerca di UniSalento

“La ricerca per l’inclusione”: premio SIPeS a un progetto di ricerca di UniSalento

30 Ottobre 2022 0 Di Redazione

La SIPeS – Società Italiana di Pedagogia Speciale ha conferito nei giorni scorsi il premio nazionale “La ricerca per l’inclusione” ai docenti dell’Università del Salento Stefania Pinnelli, Andrea Fiorucci e Clarissa Sorrentino per il progetto “EDU4+ Inclusive Gifted Education”.

Si tratta di una ricerca sulla “plusdotazione” e la “doppia eccezionalità” nell’ambito degli studi di pedagogia speciale e sui bisogni educativi e formativi speciali: un tema “poco esplorato, ma di importante interesse”, come si legge nella motivazione del premio, indagato con “disegno coerente e metodo rigoroso”.

Il gruppo di ricerca, attivo nel Dipartimento di Scienze umane e sociali, è a lavoro su questo ambito dal 2015, con l’obiettivo di definire un protocollo di identificazione e presa in carico didattica e pedagogica degli studenti cosiddetti gifted e twice exceptional. Il riconoscimento scientifico attribuito dalla SIPeS ha premiato l’innovatività dell’approccio, che si affranca dal piano clinico per agire sul potenziale degli studenti plusdotati. Adottando una prospettiva ecosistemica di personalizzazione, il progetto ha definito un modello di intervento che descrive e capitalizza le azioni di ricerca, le produzioni scientifiche e le validazioni di strumenti specifici per l’identificazione e per la progettazione educativa personalizzata sviluppate negli anni dal gruppo di lavoro. Il risultato è la messa a punto di un protocollo che, a partire dall’osservazione didattico-educativa e dalla identificazione della plusdotazione a scuola, arriva alla progettualità personalizzata e all’intervento didattico sullo sviluppo socio-relazionale e cognitivo dello studente gifted, richiamando anche il contributo delle rappresentazioni e degli atteggiamenti sociali.

“Il riconoscimento – sottolineano i ricercatori – va condiviso con l’ampia rete territoriale di scuole che, negli anni, ci ha consentito di sviluppare questo piano di ricerca-intervento in un modello replicabile”.

 

 

Condividi: