“Visita del Vescovo ai carcerati”: il Comune di Galatina acquista e presenta l’opera di Gioacchino Toma

“Visita del Vescovo ai carcerati”: il Comune di Galatina acquista e presenta l’opera di Gioacchino Toma

18 Giugno 2026 Off Di Redazione

Questa sera, presso la sala “Ottorino Specchia” del Palazzo della Cultura di Galatina, si terrà la cerimonia di presentazione dell’opera “Visita del Vescovo ai carcerati” datata 1861 (78,5×105,5 cm), del pittore galatinese Gioacchino Toma, recentemente acquistata dal Comune di Galatina.

All’incontro parteciperà e relazionerà il prof. Massimo Galiotta, massimo esperto delle opere del Toma che avrà il compito di spiegarne il valore pittorico dell’opera, nell’ambito del percorso tomiano: complesso, vivace e intenso.

“L’acquisto dell’opera del Toma apre la strada, per riportare il pittore al centro del dibattito culturale galatinese, coinvolgendo scuole, associazioni e mondo della cultura – fanno sapere dall’amministrazione comunale -. Questo incontro intende posare la prima pietra di un racconto monografico, che partendo da Gioacchino Toma, coinvolgerà la figura umana e professionale dei tanti illustri concittadini che hanno reso grande la memoria storica e culturale sedimentata nella nostra Città”.

“La Città di Galatina ha fatto sua un’opera di Gioacchino Toma che si inserisce nel cosiddetto periodo risorgimentale e onorando così i 190 anni dalla nascita dell’artista – dichiara il sindaco Fabio Vergine -. Ho sempre ritenuto che la crescita di un territorio, la sua proiezione verso il futuro, dovesse sempre essere ancorata al presente e radicata nel passato. Galatina Città d’arte e di bellezza, Città in evoluzione costante e crescita. Ma non basta. Gioacchino Toma torna a casa. Il primo tassello di un mosaico che ridisegna la presenza viva della sua opera nella sua casa che sarà il nostro museo Cavoti. L’inizio di un percorso che segna un nuovo passo di approfondimento che mi auguro nel tempo possa ampliarsi e crescere – aggiunge Fabio Vergine -. Curare le radici e renderle solide, per un artista da sempre proiettato e riconosciuto nelle più importanti collezioni museali della nazione. Un piccolo grande passo. L’acquisizione dell’opera segna un nuovo inizio. Un nuovo racconto tutto da scrivere insieme. Alle future generazioni, alla memoria delle proprie radici storiche e culturali. Uno scrigno di bellezza che ritrova la sua terra”.

 

 

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